La gestione della questione migratoria, oggetto di un fragile accordo venerdì mattina a Bruxelles, sarà la priorità dell'Austria, che assume domenica la presidenza di turno dell'UE per i prossimi sei mesi nel segno dello slogan "Un'Europa che protegge".
Il Governo guidato dal cancelliere Sebastian Kurz, alleato con l'estrema destra dell'FPÖ, è favorevole a una politica restrittiva, con il rafforzamento delle frontiere esterne, la lotta alle entrate illegali e alla tratta di essere umani. In questo ambito, sarà un rompicapo la riforma del sistema di Dublino. Vienna sostiene i paesi del cosiddetto gruppo di Visegrad (Ungheria, Polonia, Cechia e Slovacchia) che rifiutano una ripartizione dei richiedenti l'asilo in periodi di crisi.
Altri temi centrali saranno i negoziati sul budget europeo per il periodo 2021-2027 e il processo di integrazione dei paesi dei Balcani occidentali. Martedì l'Unione Europea ha deciso di aprire nel giugno 2019 i negoziati con Albania e Macedonia, a condizione però che compiano riforme.
pon/ATS