Ticino e Grigioni

Fermato un altro sospetto spacciatore di cocaina

Si tratta di un giovane trovato in possesso di un centinaio di grammi e che alloggiava nell’appartamento di un’altra persona: uno schema ricorrente

  • Ieri, 14:34
  • Ieri, 15:31
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Di: ludoC 

Un ragazzo arrivato in Svizzera con il solo compito di vendere droga, un centinaio di grammi di cocaina intercettati e un appartamento nel quale il giovane spacciatore alloggiava: fatti e situazioni sempre più ricorrenti in Ticino che sono stati portati a galla una volta ancora da un’inchiesta di cui Ministero pubblico e polizia cantonale hanno dato notizia mercoledì.

Lo scorso 28 marzo, si legge in un comunicato congiunto, “nell’ambito di un’inchiesta svolta in collaborazione” con i servizi antidroga della polizia di Lugano, “è stato arrestato un 24enne cittadino albanese residente in Albania. L’uomo è sospettato di essere coinvolto in un importante traffico di cocaina. Il 24enne è stato fermato a Lugano all’interno dell’appartamento in cui era ospitato”. La perquisizione dell’abitazione, continua la nota, “ha permesso di rinvenire circa 120 grammi di cocaina nonché alcune migliaia di franchi”.

Le ipotesi di reato nei confronti del giovane sono di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti nonché di infrazione alla legge federale sugli stranieri. L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo. 

Fenomeno “cavallini” sempre in voga e cocaina “on demand”

Varie inchieste di polizia e anche giornalistiche hanno dimostrato come in Ticino il business dell’eroina e soprattutto della cocaina sia fermamente in mano ad organizzazioni italo-albanesi che sfruttano i loro connazionali più poveri, mandandoli in Svizzera, in cambio di poche migliaia di franchi, con il solo compito di vendere droga. Queste persone in gergo si chiamano “cavallini” e sono appunto persone che lavorano per chi è più alto in grado nelle organizzazioni criminali. Le inchieste hanno permesso di arrestare diversi di questi, spesso giovani, spacciatori ma, come sottolineato dalla polizia stessa, le organizzazioni criminali a cui fanno capo hanno dimostrato molta adattabilità, riuscendo sempre a sostituire le loro pedine quando una viene arrestata. Una recente inchiesta di Falò ha pure dimostrato quanto sia facile procurarsi della cocaina se si hanno i contatti giusti. Basta avere il giusto numero di telefono, al quale risponderà qualcuno che di solito non si trova in Svizzera. Questa persona in seguito manderà il suo “cavallino” sul posto pattuito per la consegna, il tutto in pochissimo tempo.

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