Uva di qualità, ma in minore quantità: c’è stata una diminuzione del 20% rispetto al 2023. L’assemblea annuale della Federazione dei Viticoltori della Svizzera Italiana è stata un’occasione per fare il punto sullo stato di salute del settore viticolo ticinese che nel 2024 ha fatto registrare un calo della cifra d’affari del 15%. A determinare questi risultati, ha riferito il presidente di Federviti Davide Cadenazzi al microfono di SEIDISERA, eventi meteorologici come la grandine, che hanno imposto una gestione particolarmente attenta del vigneto.
Non c’è ricambio generazionale
A preoccupare l’associazione di categoria è la diminuzione delle persone che decidono di dedicarsi alla coltivazione della vigna. Una tendenza, spiega Cadenazzi, legata a un aspetto puramente demografico. “Quella generazione che aveva diversi vigneti, diverse piccole superfici” precisa, “pian piano raggiunge un limite fisico che impone l’abbandono della viticoltura. Vediamo spesso che alcuni vigneti restano senza gestione. Questo ci fa male”. D’altra parte aumenta la superficie vignata: una situazione che sta creando problemi finanziari alla Federviti. In assemblea è stato detto che se non si dovessero trovare soluzioni sul medio termine si rischia addirittura la chiusura.
Timori per il futuro
Diminuiscono i soci che pagano la tassa a Federviti e questo comporta un aumento dei costi per l’affiliazione alla Federazione svizzera dei viticoltori. Un costo alto, spiega il presidente dell’associazione, che però “fa sì che il Ticino vitivinicolo sia rappresentato anche là dove si prendono quelle decisioni importanti legate a tutto il mondo vitivinicolo svizzero”.
Il patentino fitosanitario
L’Assemblea è stata anche l’occasione per fare il punto sul patentino fitosanitario, che diventerà obbligatorio per l’acquisto e l’utilizzo dei prodotti da gennaio 2027. Al momento poco più della metà dei viticoltori ha conseguito questo certificato. Ancora una volta, quindi, è stato lanciato l’appello agli associati a seguire un corso di formazione organizzato da Federviti e il servizio fitosanitario del Canton Ticino.

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