Svizzera

Pedopornografia: smantellata una maxi piattaforma, Svizzera coinvolta

Chiuso un portale sul darknet che ospitava decine di migliaia di video - Dieci persone arrestate nella Confederazione

  • Ieri, 16:36
  • Ieri, 17:18
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Il sito di Europol

  • Keystone
Di: AFP/ATS/Europol/ludoC 

Un’enorme piattaforma di streaming che mostrava abusi sessuali su minori è stata smantellata a seguito di un’indagine partita dalla Germania e che ha portato a ricerche in 31 Paesi, tra cui la Svizzera. Nella Confederazione, hanno rivelato mercoledì gli inquirenti, sono state arrestate 10 persone.

La piattaforma, soprannominata “KidFlix” è stata creata nel 2021 da un criminale informatico di cui tuttavia non viene fatto il nome; è stata visitata da 1,8 milioni di utenti in tutto il mondo tra il 2022 e il 2025, secondo le autorità tedesche. L’inchiesta internazionale è stata sostenuta anche da Europol e lo smantellamento del portale rappresenta “il più grande giro di vite” sulla pedopornografia dalla creazione dell’agenzia europea di coordinamento delle polizie, ha dichiarato Guido Limmer, vicedirettore della polizia criminale bavarese, durante una conferenza stampa.

Sono stati sequestrati oltre 3’000 dispositivi elettronici e sono soprattutto stati identificati quasi 1’400 sospetti, di cui 79 sono finiti in manette: alcuni di loro si presume non abbiano solo visionato il materiale illegale, ma anche partecipato o compiuto attivamente abusi su minori. “Si tratta di terribili atti di abuso sessuale commessi su bambini, anche molto piccoli”, ha dichiarato Limmer.

A seguito dell’operazione, 39 minorenni sono stati posti sotto protezione.

Il coinvolgimento della Svizzera

In Svizzera, oltre alla polizia federale – che ha analizzato il materiale sequestrato e trasmesso informazioni ai Cantoni – hanno contribuito all’inchiesta anche le polizie cantonali di Argovia, Basilea Campagna, Ginevra, Turgovia, Vaud e Zurigo.

Pagamento in criptovalute per accedere al database

Per accedere a un database composto da decine di migliaia di video, spiegano gli inquirenti, bisognava navigare sul darknet (parte nascosta di Internet, ndr.) e pagare un abbonamento in criptovalute. La piattaforma era talmente evoluta che permetteva di caricare anche video in bassa qualità, chiedendo poi agli utenti pagamenti aggiuntivi per sbloccare le versioni a più alta risoluzione.

L’indagine, iniziata nel 2022, è culminata in una grande operazione di polizia terminata lo scorso marzo, con il supporto di Europol. Ha coinvolto le autorità di un totale di 38 Paesi, la maggior parte dei quali in Europa, ma anche negli Stati Uniti, in Canada, Colombia, Australia e Nuova Zelanda.

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