Donald Trump imporrà nuovi dazi. E nel mirino, oltre alla Cina e all’Europa, c’è anche la Svizzera. Per la Confederazione il dazio del 31% su alcuni beni. Il motivo? “Voi esportate troppo, noi troppo poco.” Ma davvero la Svizzera approfitta del mercato americano? Guardiamo un po’ i dati, cercando di inquadrare il commercio svizzero prima con il mondo, e poi gli USA.
Uno sguardo d’insieme: quanto esporta e importa la Svizzera
Nel 2023 la Svizzera ha esportato beni per oltre 377 miliardi di franchi e ne ha importati per circa 328. Il saldo è positivo di quasi 49 miliardi. Merito, soprattutto, del settore chimico-farmaceutico, che da solo vale circa 135 miliardi: quasi un terzo dell’export totale.
Gli Stati Uniti sono diventati il primo mercato di destinazione per i prodotti svizzeri: nel 2023 hanno assorbito 56 miliardi di franchi in merci elvetiche. Seguono la Germania (46 miliardi) e la Cina (40,5 miliardi).
A livello continentale, l’Unione Europea resta il partner principale, con 169 miliardi di scambi. Cresce l’Asia (+4,8% rispetto al 2022) e, seppur con volumi minori, anche l’America Latina (+5,8%, 7,6 miliardi in totale).
E da chi importiamo?
Il primo posto va alla Germania, che ci vende beni per quasi 60 miliardi di franchi. Seguono gli Stati Uniti (29,7 miliardi) e l’Italia (25,6).
Zoom sugli Stati Uniti: tra deficit e surplus
Gli USA sono il secondo partner commerciale della Svizzera (dopo l’UE nel suo complesso). Ma sono anche uno dei Paesi più critici: per Trump, gli scambi con la Svizzera rappresenterebbero un esempio di squilibrio da correggere. Ma è proprio vero?
Nel 2023, gli Stati Uniti hanno importato beni svizzeri per 52,3 miliardi di dollari secondo dati statunitensi, ma esportato solo per 28,1. Risultato: un disavanzo commerciale di 24,2 miliardi.
Ma la bilancia si riequilibra quando entrano in gioco i servizi. In questo ambito, infatti, gli USA sono in surplus: nel 2023, hanno venduto servizi alla Svizzera per circa 19 miliardi di franchi in più rispetto a quanto ne hanno acquistati. Parliamo di consulenze, software, licenze, diritti, logistica, audiovisivi. È un commercio meno visibile, ma economicamente enorme.

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