L’Ungheria lascia la giurisdizione della Corte penale internazionale (CPI). La procedura di ritiro sarà intrapresa dal Governo “in accordo col quadro internazionale legale”, ha annunciato oggi, giovedì, il capo di gabinetto del premier magiaro Viktor Orban.
La decisione è stata ufficializzata poche ore dopo l’arrivo in Ungheria di Benjamin Netanyahu. Il premier d’Israele è atterrato nella notte a Budapest, per una visita di più giorni su invito dello stesso Orban, sfidando così il mandato d’arresto emesso nei suoi confronti dalla CPI. Ad accoglierlo all’aeroporto, il ministro degli esteri magiaro Kristof Szalay-Bobrovniczky.
Per Netanyahu si tratta della prima visita in Europa dall’inizio del conflitto con Hamas nell’ottobre del 2023. Avrà in mattinata un colloquio con Orban, a cui farà seguito una conferenza stampa. Per il capo del Governo israeliano sarà l’occasione per incassare il sostegno ungherese ai piani di Trump per il controllo della Striscia di Gaza.

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Notiziario 03.04.2025, 06:00
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Dopo l’emissione del mandato d’arresto nei suoi confronti, lo scorso novembre, Netanyahu si era recato negli Stati Uniti ma mai prima d’ora in un Paese legato alla giurisdizione della CPI e, quindi, obbligato a dare esecuzione all’arresto. Orban aveva però anticipato che non vi avrebbe dato seguito, sostenendo che la decisione della CPI è intervenuta con “un conflitto in corso, per scopi politici”.
Ora, la decisione di ritirarsi dalla CPI, tribunale qualificato a più riprese da Budapest come “politicamente di parte”. Da rilevare che il ritiro avrà effetto solo un anno dopo il deposito ufficiale del dossier presso il Segretariato generale delle Nazioni Unite.