Il Tribunale cantonale zurighese ha annullato la condanna pronunciata in prima istanza nei confronti di Pierin Vincenz e dei suoi coimputati. Secondo la corte, sono stati commessi “gravi errori procedurali”, in una requisitoria “in parte stravagante” e nella formulazione dell’atto di accusa di 356 pagine, tanto estesa da superare il quadro giuridico e pregiudicare le possibilità di una difesa efficace. La procura dovrà quindi redigerne uno nuovo, ritornando così alla casella di partenza . Si tratta quindi di una decisione “tecnica” e non relativa alla colpevolezza o meno degli accusati, che non sono quindi assolti. I beni di Vincenz e altri imputati che erano stati sequestrati rimangono peraltro bloccati.
All’ex numero uno di Raiffeisen nell’aprile del 2022 erano stati inflitti 3 anni e 9 mesi di carcere per appropriazione indebita, gestione infedele, truffa, tentata truffa e falsità in documenti. Sia Vincenz che gli altri imputati e la stessa Raiffeisen avevano presentato ricorso contro la sentenza.
L’ex banchiere grigionese era stato accusato di essersi arricchito grazie a partecipazioni segrete in alcune società rilevate da Raiffeisen e dalla società di carte di credito Aduno (nel frattempo divenuta Viseca), oltre che di aver speso più di mezzo milione di franchi in locali a luci rosse, addebitandoli alla banca. L’imputato si era sempre dichiarato innocente, ammettendo errori ma non illeciti.
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Notiziario delle 10:00 del 20.02.2024
Notiziario 20.02.2024, 10:30
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Annullata la condanna di Pierin Vincenz
Telegiornale 20.02.2024, 20:00