L’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Svizzera, Edward McMullen, ritiene che la Svizzera si troverà presto in una buona posizione in relazione ai dazi imposti da Donald Trump e loda la strategia della presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter. McMullen è la persona che - secondo l’ex ambasciatore svizzero Thomas Borer, intervistato dalla RSI - avrebbe i contatti per aprire un canale di comunicazione fra Berna e Washington per spiegare le ragioni elvetiche alla Casa Bianca.
“Per quanto riguarda la Svizzera, sono un po’ perplesso”, ha dichiarato McMullen in un’intervista rilasciata alla radio e televisione svizzero tedesca SRF. Per l’ex ambasciatore (che ha rappresentato gli interessi statunitensi nella Confederazione fra il 2017 e il 2021, pure sotto il presidente Trump, ndr) non ha senso che la Svizzera sia soggetta a dazi del 31%, mentre l’UE è al 20%.
Quello che sta facendo la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter è a suo dire “brillante”. La consigliera federale non sta assumendo una posizione ostile. E ha detto che questo è l’inizio di un processo avviato dagli Stati Uniti a cui la Svizzera parteciperà.
La responsabile del Dipartimento federale delle finanze intende inoltre assicurarsi che gli Stati Uniti ottengano tutti i dati necessari per capire quale sia la sua posizione in termini di tariffe doganali con gli USA. McMullen si dice perciò convinto che quando tutte le informazioni e i dati saranno riuniti ed esaminati in modo obiettivo, la Svizzera si troverà in una posizione molto buona.
Preoccupazioni giustificate
“Ho incontrato molti CEO svizzeri, uomini d’affari e funzionari governativi in occasione di varie cene. Tutti hanno legittimi motivi di preoccupazione”, dice McMullen nell’intervista. Ma come ha detto la presidente della Confederazione, è necessario fare un passo indietro e seguire il processo.
Bisogna rendersi conto che questo governo è in carica solo da tre mesi. E che la nuova ambasciatrice degli Stati Uniti non è ancora arrivata in Svizzera. “La Svizzera - ha aggiunto McMullen - non si sta avvantaggiando rispetto agli Stati Uniti se si considera il quadro generale, come ad esempio il commercio o i servizi”.
Ci possono essere problemi con i prodotti agricoli e altre piccole cose, ma questo non fa una grande differenza. “Ciò che fa la differenza sono gli enormi investimenti delle aziende svizzere e la qualità dei posti di lavoro che portano negli Stati Uniti”, ha concluso l’ex ambasciatore.

Dazi, parla l'ex ambasciatore USA a Berna
Telegiornale 05.04.2025, 20:00