Ritratti e storie

Ferme de Bassenges: una fattoria nel campus

A Losanna, tra il campus del Politecnico Federale (EPFL) e l’Università (UNIL), si trova una realtà che unisce vita agricola, studenti e residenti

  • Ieri, 11:30
ferme de Bassenges
  • KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
Di: Daniele Alves Barreiro  

Quella di Bassenges è una storia giovane, non solo perché il collettivo che si occupa della fattoria è nato nel 2020, ma anche per l’energia che questo luogo trasmette. Il gruppo, formato da sei membri, si è unito con uno scopo preciso: partecipare al bando per la gestione della fattoria. Hanno quindi colto questa opportunità come un nuovo inizio, scegliendo di lasciare alle spalle le loro vite precedenti per dedicarsi completamente a questo progetto.

La Ferme de Bassenges si situa in una zona che ha subito profondi cambiamenti nel corso del tempo, ma le sue terre sono rimaste dedicate alla vita agricola. Alcuni edifici, risalenti a circa 300 anni fa, testimoniano la lunga storia del luogo. Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, l’area si trasforma in uno dei principali poli accademici del paese, con l’insediamento dei campus dell’EPFL e dell’UNIL. La fattoria diventa così parte dei possedimenti del Politecnico federale. Dopo la scomparsa dell’ultimo proprietario della fattoria, l’università sceglie di preservare questa realtà e di darle nuova vita, promuovendo un bando per il suo rilancio. L’obiettivo era quello di sviluppare un’agricoltura sostenibile e biologica, mantenendo allo stesso tempo un forte legame con il campus e con la ricerca accademica.

A cavallo tra il campus dell’Università e il Politecnico di Losanna (tra gli istituti svizzeri maggiormente prediletti dagli studenti ticinesi), la Ferme di Bassenges, è un vero e proprio centro vitale, fondato su una filosofia basata sull’autosufficienza. L’obiettivo è quello di ridurre il più possibile la dipendenza dall’esterno, mettendo al centro del proprio lavoro la volontà di - come si legge dal loro sito - «dimostrare che è possibile sviluppare un’agricoltura sostenibile, capace di ridurre l’impatto ambientale, favorire ecosistemi ricchi e diversificati e affrancarsi in gran parte dalla dipendenza dall’economia globalizzata. Allo stesso tempo, aspiriamo a creare un modello agricolo più vicino alle persone, sia offrendo loro alimenti sani e locali, sia permettendo di vivere e godere di un ambiente naturale rigoglioso e accessibile». Questi propositi sono perseguiti attraverso l’agricoltura biologica, un metodo di lavoro che privilegia processi e sostanze naturali per la produzione alimentare, limitando in questo modo l’impatto ambientale.
La pianificazione dell’agricoltura a Bassenges è diversificata, possiamo considerare questa fattoria come un’isola in cui si incontrano, in una rete interconnessa, l’orticoltura a trazione animale, l’allevamento di bestiame e l’agro foresteria, una combinazione di arboricoltura e colture da campo per soddisfare i bisogni degli agricoltori e dei sostenitori della fattoria.

Non siamo solo una fattoria che produce e vende prodotti, ma anche un luogo educativo, in cui le persone possono immergersi nella realtà dell’agricoltura.

Tom Müller, membro fondatore del collettivo Ferme de Bassenges

Agricoltura e autosufficienza, un tema attuale anche in Ticino

Tra conflitti e crisi internazionali, il tema dell’autosufficienza ha assunto un ruolo sempre più centrale nel dibattito pubblico, soprattutto in ambito agricolo. Una questione cruciale anche per il Ticino, che nel giugno 2021, attraverso una votazione popolare, ha approvato l’iniziativa sulla “Sovranità Alimentare”. La modifica costituzionale, come riportato dalla Costituzione della Repubblica e Cantone Ticino, sancisce che «sia rispettato il principio della sovranità alimentare in quanto ad accessibilità agli alimenti per una dieta variata, alla destinazione d’uso sostenibile del territorio e al diritto dei cittadini di poter decidere del proprio sistema alimentare e produttivo». Questa decisione non ha solo un valore simbolico, ma incide concretamente sull’orientamento delle politiche future, influenzando non solo il settore agricolo, ma anche l’intero sistema alimentare e produttivo del Cantone.

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La sovranità alimentare nella Costituzione ticinese

Il Quotidiano 13.06.2021, 21:00

A stretto contatto con la realtà locale

Quella di Bassenges è una realtà consapevole delle sfide moderne dell’agricoltura, puntando all’autonomia e restando a diretto contatto con la comunità locale, in particolar modo con gli studenti dei rispettivi istituti, ma non solo. La fattoria è difficilmente etichettabile, come ci racconta Tom Müller, uno dei membri fondatori del collettivo: «In questo momento c’è la volontà di categorizzare tutto: spazio privato, spazio pubblico, spazio agricolo. In realtà possiamo pensare alle cose in modo differente; ci sono degli spazi, come il nostro, che toccano molteplici dimensioni, e questo non è solo bello, ma anche necessario». Un luogo, dunque, dalle molteplici sfaccettature: è una vera e propria casa per i membri del collettivo, che vivono stabilmente nella fattoria; è uno spazio di collaborazione per ricerche accademiche; ma, soprattutto, è un luogo che appartiene a chiunque voglia passare e farne parte. Come sottolinea Tom, Bassenges è uno spazio aperto: «Non siamo solo una fattoria che produce e vende prodotti, ma anche un luogo educativo, in cui le persone possono immergersi nella realtà dell’agricoltura. Qui tutti hanno l’opportunità di toccare con mano questo mondo, comprendendone le dinamiche e le sfide che gli agricoltori affrontano ogni giorno. Facciamo vivere loro l’esperienza diretta della coltivazione dei legumi, dell’allevamento degli animali e di tutto ciò che ruota attorno alla vita agricola e - aggiunge - la nostra fattoria è sempre aperta, è una sorta di parco pubblico, le persone vengono qui a passeggiare, ci sono famiglie che portano i loro bambini, gente che viene a sedersi sul prato a guardare gli animali. È un luogo di relax, in cui poter staccare dalla vita quotidiana».

Bassenges, infatti, è diventato un vero e proprio punto di riferimento per la comunità che si è formata attorno a questa realtà, offrendo acquisti sostenibili a Km 0 e accogliendo chiunque voglia avvicinarsi a questo mondo. Tom racconta con entusiasmo quanto siano attive le persone che gravitano attorno alla fattoria: basti pensare che ben 200 volontari collaborano regolarmente con il collettivo nei lavori quotidiani.

Qui, siamo separati dal mondo. Arrivando, è difficile dire in che secolo ci troviamo. Ed è proprio questo a rendere speciale Bassenges, soprattutto quando si ha bisogno di staccare dalla frenesia quotidiana.
Non si ha nemmeno la certezza di essere in campagna o in città, si è semplicemente immersi in una bolla fuori dal tempo

Tom Müller, membro fondatore del collettivo Ferme de Bassenges

Ma le attività alla fattoria non si limitano “unicamente” alla parte agricola: ogni mese, la corte di Bassenges, mette al centro eventi culturali e musicali. L’occasione per ballare e riflettere in un luogo senza tempo. Lo stesso Tom sottolinea un aspetto molto importante di questa realtà: «In una società in cui le persone sono sopraffatte dal lavoro, in un mondo sempre più individualista ed estremamente connesso ai social media, luoghi multiculturali e intergenerazionali come questo assumono un’importanza fondamentale. Bassenges rappresenta un punto di incontro che attrae persone di ogni provenienza, offrendo loro un ambiente accogliente e autentico. Il rapporto che instauriamo con loro è speciale e abbiamo la netta sensazione che, per alcune di queste persone, questo luogo rappresenti davvero qualcosa di significativo, capace di fare la differenza nelle loro vite».

Tom Müller, ferme de Bassenges, losanna

Tom Müller e i responsabili della ferme de Bassenges posano per la petizione intitolata "Preserviamo il futuro agricolo della fattoria di Bassenges".

  • KEYSTONE/Jean-Christophe Bott

Il futuro di Bassenges è a rischio

Quella della fattoria è una realtà che rischia di scomparire ad inizio 2026. Il Politecnico Federale di Losanna (EPFL) ha infatti intenzione di far valere la risoluzione del contratto con il collettivo che si occupa della fattoria. La realtà agricola si trova su terreni dell’istituto losannese che prevede di riconvertire questo spazio, in modo permanente, in un centro scientifico, proprio a partire dal 2026. L’EPFL sottolinea come il progetto di costruzione riguardi unicamente gli edifici e i suoi dintorni, mantenendo dunque il terreno a scopo agricolo

Il collettivo “Amiexs de Bassenges” (Amiche e amici di Bassenges) a giungo 2024 ha presentato al politecnico di Losanna una petizione firmata da 8’000 persone ed organizza regolarmente manifestazioni di disappunto riguardo alla decisione dell’EPFL. Al momento attuale, l’istituto federale non intende cambiare idea e prosegue nel proprio progetto attendendo la fine del contratto stipulato nel 2020 con il collettivo, affermando la carenza di terreni per l’ampliamento del politecnico.

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