Uber unicamente piattaforma informatica che mette in contatto autisti e clienti: è il modello d'affari su cui si basa la società californiana, già attiva anche in Svizzera a Ginevra, Losanna, Zurigo e Basilea. Un modello ora rimesso in discussione dalla SUVA. Stando alle ricerche di Rundschau, trasmissione della televisione svizzero-tedesca, l'assicurazione contro gli infortuni rifiuta di assicurare gli autisti come indipendenti, perché legati a una centrale.
Conseguenza: Uber è a tutti gli effetti il datore di lavoro e quindi deve pagare i relativi contributi alle assicurazioni sociali, cosa che oggi non fa. Secondo Thomas Geiser, professore di diritto del lavoro a San Gallo, interpellato da SRF, si tratta di un duro colpo. Il sistema di Uber, la cui applicazione è diffusa fra più di 100'000 utenti in Svizzera e che trattiene fino al 30% di commissione sul prezzo di ogni corsa, non è accettato. La fattura potrebbe essere salata, perché oltre alla SUVA anche l'AVS ha preso decisioni analoghe su singoli casi (una trentina), e i contributi AVS possono anche essere pretesi in modo retroattivo. Solo a Zurigo, i conducenti di Uber sono un migliaio.
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Dal TG12.30:
Svizzera, proteste contro Uber
Telegiornale 17.05.2016, 14:30
RG 08.00 del 6 maggio 2016 Il servizio di Alan Crameri
RSI Info 06.05.2016, 10:18
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